I BAGGIO SI RACCONTANO

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I Baggio si raccontano 1

Succede spesso di vedere in campo il figlio di qualche ex pallavolista che prosegue la passione o la professione del genitore, ma trovare il papa' che gioca ancora, non e' cosa di tutti i giorni. E' quello che succede in famiglia Baggio : il papa' Alessandro, classe 1961, gioca in Prima Divisione Maschile nel PSF Volley di Vicenza e il figlio Andrea, classe 1992, gioca nell' Olimpia Zane' in Serie C. L' intervista diventa d' obbligo per soddisfare la nostra curiosita' sulla vita sportiva di entrambi. Per diritto di anzianita' partiamo da Alessandro :

Quando hai iniziato a giocare? Dove?

La mia avventura nella pallavolo inizia all'età di 15 anni. Dopo aver fatto un po' di atletica un amico, mio vicino di casa, mi ha portato ad allenarmi alla Pallavolo San Bortolo di Vicenza. Qui ho conosciuto il mio primo allenatore (Walter Spanevello) che mi ha fatto innamorare di questo sport. Ho iniziato nelle giovanili dove ho conosciuto alcuni tra gli amici con cui ancora adesso condivido questa passione, poi sono stato inserito in prima squadra dove dalla 1^ Divisione abbiamo ottenuto varie promozioni fino alla Serie B con il Vicenza Volley (siamo negli anni 80...un secolo fa!!)

Qual è il tuo ruolo?

Sono un Centrale/Opposto.

Ricordi qualche allenatore che è stato importante per la tua carriera?

Gli allenatori sono sempre importanti per una carriera sportiva ed io oltre a Walter voglio ricordare Roberto Buso e Remigio Vicci...due grandi personaggi della pallavolo di quei tempi. Diciamo che mi ricordo molto bene anche di Ugo Soliman ma dall'altra parte della rete.

Sei ormai una “mosca bianca”, che cosa ti spinge a giocare ancora?

La nostra squadra è una “mosca bianca”! Nella PSF, oltre a me, ci sono altri 6 giocatori che hanno superato i 50 anni ( uno addirittura è già in pensione... GRANDISSIMO DODI) mentre altri 3 o 4 sono ormai vicino al mezzo secolo. Cosa ci spinge? “La passione, il divertimento e la voglia di stare assieme fino a quando il fisico lo permetterà.”

Quali differenze trovi tra la pallavolo attuale e quella della tua generazione?

Le differenze sono enormi. La forza fisica degli atleti e la specializzazione dei ruoli (vedi l'introduzione del libero) sono cresciute moltissimo e le tecniche di allenamento sono molto migliorate rispetto agli anni scorsi.

Quale preferisci?

Non ho preferenze: nel loro periodo storico stanno bene così come sono.

Quanto ha influito la tua passione per la pallavolo nella scelta sportiva di tuo figlio Andrea?

Io e mia moglie Loretta non abbiamo mai spinto nostro figlio verso un'attività particolare perché essendo entrambi sportivi sapevamo che la scelta doveva essere solo sua. A noi bastava che facesse sport. Sicuramente ha influito il fatto che già da piccolo frequentava le palestre dove giocavo. La scelta è stata solo sua e i risultati lo stanno premiando.

Ora è il turno di Andrea:

Quando hai iniziato a giocare? Dove?

Ho iniziato a giocare a pallavolo tre anni fa nella squadra di mio padre la PSF, dopo 10 anni di basket di cui 5 nel Vicenza Basket Giovani e altri 5 tra Fortitudo Basket Feltre e Feltrese Basket.

Hai lasciato il basket per la pallavolo, perché questa scelta?

Non è stato un cambio drastico, l'ultimo anno delle superiori giocavo ancora a basket a Feltre, dove frequentavo la scuola. Mio padre mi ha chiesto se potevo far parte della sua squadra dato che avevano carenza di giocatori. Per la voglia che ho sempre avuto di giocare a pallavolo ho accettato.

Come sei arrivato all'Olimpia Zanè?

L'anno della maturità, finita la scuola, sono tornato a casa e non ho visto un grande interesse sul mio futuro sportivo da parte della società di basket a cui apparteneva il mio cartellino. Allo stesso tempo mi è arrivata una telefonata dal professore ( anche se dice sempre di non esserlo) Ugo Soliman che chiedeva se mi avrebbe fatto piacere allenarmi con la loro Serie C. Dopo la prova, parlandone anche con mio padre, ho capito che questa era una squadra dove potevo imparare molte cose e crescere agonisticamente.

Qual è il tuo ruolo?

Sono un Centrale/Opposto.

Quali difficoltà hai incontrato a passare da una Divisione Provinciale ad una Serie C Regionale?

Molte, soprattutto perché i miei fondamentali non sono ancora precisi per il livello di gioco che c'è in Serie C. Devo però ringraziare l'allenatore e i miei compagni di squadra che mi stanno aiutando a crescere.

Quali sono stati i tuoi migliori risultati?

Nel basket ho collezionato un terzo posto ad un torneo nazionale a Pesaro ed un altro terzo posto ad un torneo 3v3 svoltosi a Vicenza. Nella pallavolo ho una promozione dal Campionato provinciale di 2^ Divisione a quello di 1^ Divisione. Ed ora poter giocare in una Serie C è già un gran traguardo.

Quanto ti è utile l'esperienza di papà?

Molto. E' stato lui il primo ad insegnarmi a giocare e tutt'ora mi dà degli ottimi consigli.

Qualche sogno nel cassetto?

Poter arrivare ai livelli di mio padre e magari oltre....